Neuroni e memoria: il ruolo dei recettori NMDA

Mi chiamo Luca Franchini, sono laureato in Farmacia all’Università di Bologna e ora sono dottorando al primo anno in Scienze Farmacologiche Sperimentali e Cliniche presso il laboratorio di Farmacologia della Neurodegenerazione, coordinato da Monica Di Luca e Fabrizio Gardoni. Il mio interesse per la ricerca sperimentale nasce durante lo svolgimento della tesi che ho svolto con una borsa di studio presso il Karolinska Institutet di Stoccolma sui fattori di rischio per la malattia di Alzheimer. Ho quindi deciso di perseguire l’interesse per le neuroscienze dopo la laurea. Il progetto di ricerca a cui ho aderito prevede di investigare il ruolo della proteina Rabphilin-3A (Rph3A) nella plasticità sinaptica dell’Ippocampo.

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Il contributo delle lucciole per comprendere la malattia di Parkinson

“C’era una volta una Lucciola, un Malato, un Mago Buono e un Male Cattivo in un villaggio pieno di gente.  Il Male Cattivo rubava la capacità di camminare, di abbracciare e le espressioni del viso dagli adulti del villaggio. I figli disperati si rivolsero al Mago Buono che velocemente inventò una pozione che riusciva ad alleviare i sintomi ma non sconfiggeva il Male. Il Mago aveva però capito che il Male si annidava nella parte più nascosta del cervello, dove anche i suoi occhi magici erano ciechi. Allora gli venne un’idea, chiese alla Lucciola di regalagli un po’ di luce perché passando attraverso il corpo potesse illuminare le zone buie. Questo gli permise di guardare attraverso il corpo come se fosse stato trasparente e così il Mago riuscì a capire in che modo il Male si insediava nel cervello e gli vennero molte idee su come sconfiggerlo”.

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