Statine e funzione cognitiva

Sono Elena Olmastroni, dottoranda iscritta al terzo anno di Scienze Farmacologiche Biomolecolari, Sperimentali e Cliniche. Svolgo la mia attività di ricerca presso il Servizio di epidemiologia e farmacologia preventiva (SEFAP) dell’Università degli Studi di Milano dove, oltre che portare avanti il mio progetto di dottorato, mi occupo di epidemiologia e della conduzione di meta-analisi. Le statine rappresentano attualmente la terapia farmacologica di prima linea per il trattamento dell’iperlipidemia nella prevenzione primaria di malattie coronariche e nella prevenzione secondaria dei principali eventi cardiovascolari. Nell’ultimo decennio, la mortalità e la morbilità cardiovascolare si sono significativamente ridotte grazie proprio all’uso di statine. 

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Un gene, più patologie: studio dei processi di neurodegenerazione associati alle mutazioni di KIF5A

Le malattie neurodegenerative sono patologie del sistema nervoso centrale caratterizzate dalla progressiva perdita di specifiche popolazioni neuronali per morte cellulare. Da anni il laboratorio di Biologia Applicata del DiSFeB, di cui faccio parte in qualità di dottoranda, studia i meccanismi molecolari alla base della sclerosi laterale amiotrofica (SLA), una patologia neurodegenerativa che colpisce i neuroni responsabili del controllo dei movimenti, detti motoneuroni, causando atrofia muscolare.

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Parkinson GBA-dipendente: di cosa si tratta?

L’osservazione e la descrizione clinica della malattia di Parkinson risalgono alla prima metà dell’800 a cura del neurologo James Parkinson. Si tratta di una patologia neurodegenerativa che porta alla progressiva degenerazione dei neuroni dopaminergici nella sostanza nera. La sostanza nera è un’area del nostro cervello che si occupa di regolare l’attività di altre aree, che a loro volta correggono gli schemi di movimento volontario e riflesso a livello inconscio. Quindi alterazioni di essa, nei pazienti si riflettono in alterazioni di tipo motorio come il mancato controllo sia dei movimenti volontari sia di quelli automatici, come per esempio il camminare

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La molecola della felicità

Isolata per la prima volta a Pavia nel 1935 da Vittorio Erspamer, la serotonina è una molecola largamente diffusa nel nostro organismo, capace di svolgere la sua azione sia nel sistema nervoso centrale sia a livello periferico. 

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Brain-on-chip

Il cervello è uno degli organi più studiati e meno compresi, ciò che ci definisce in quanto individui: è l’organo che genera il pensiero, l’attenzione, la consapevolezza e l’immaginazione. Quello che più sorprende del cervello è l’alto numero di cellule da cui è formato, i neuroni, che sono stimati essere attorno agli 80 miliardi, ognuno dei quali forma 7000 connessioni con altri neuroni, per un numero totale di sinapsi tra 100 e 500 trilioni!

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Memoria e apprendimento: Rabphilin-3A come marker di potenziamento sinaptico

L’ippocampo è una delle regioni del cervello maggiormente responsabili dei processi di apprendimento e memoria e contiene un numero molto elevato di neuroni glutamatergici.

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Cosa hai in testa?

Mutazioni a carico del gene della glucocerebrosidasi, oltre a causare la malattia di Gaucher, aumentano la probabilità di contrarre la malattia di Parkinson.  La glucocerebrosidasi è un enzima che svolge la sua attività nel sistema digerente della cellula, i lisosomi. Questi ultimi sono responsabili della degradazione delle proteine danneggiate presenti nelle cellule e delle molecole e macromolecole ingerite. Disfunzioni a livello di tali organelli comportano un accumulo di scarti tossici e possono favorire l’aggregazione di proteine patogeniche, come l’alfa-sinucleina, una proteina che si trova in abbondanza in forma aggregata nei neuroni dei malati di Parkinson.  

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Una lente di ingrandimento sulla microglia

Il tessuto nervoso è costituito da diverse popolazioni cellulari, i neuroni e le cellule gliali (o semplicemente GLIA), che sono in stretta comunicazione tra loro. Oggi siamo ormai lontani dalle prime teorie che attribuirono alla glia un ruolo del tutto passivo, considerandola solo un insieme di elementi che riempiono “lo spazio non occupato dai neuroni”. In realtà la glia, ovvero astrociti, microglia e oligodendrociti, sono cellule che oltre ad offrire un sostegno strutturale al tessuto nervoso, sono anche in grado di comunicare ed interagire finemente con i neuroni a livello della sinapsi, cioè in prossimità di quelle strutture specializzate responsabili della trasmissione di informazioni.

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