“Alla ricerca del tempo perduto”: come cambia la Ricerca scientifica ai tempi della pandemia

Non si finisce mai di imparare, dagli altri, dai propri errori, dalle coincidenze, e questo ci pare ancor più vero quando si parla di Ricerca scientifica. La Scienza, infatti, non è altro che un prodotto squisitamente corale, assemblato come una stalagmite dal lento stillicidio di scoperte infinitesime. Ogni goccia, nel suo piccolo, riesce a cristallizzare e depositare uno strato ulteriore di materiale, contribuendo complessivamente al processo multiforme e dinamico di ascesa della conoscenza.

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Cannabis: dall’abuso alla fitoterapia – Meet Me Tonight 2020

MMT20 – Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari – 28-11-2020

Cannabis sativa L. è una pianta caratterizzata da un vasto uso tradizionale e dalle interessanti proprietà biologiche.

Lo scopo di questa attività, presentata alla recente edizione di Meet Me Tonight 2020, è quello di affrontare il tema della Cannabis con un approccio scientifico, partendo da cenni di botanica, attraverso aspetti farmacologici e farmacotossicologici, descrivendo usi psicotropi, terapeutici e gli effetti sull’organismo, fino ai metodi di indagine fitochimica. Durante le attività, verranno approfondite le motivazioni per cui l’adolescente è più a rischio, rispetto ad un adulto, di abusare di Cannabis e gli effetti neurobiologici e psichiatrici conseguenti all’uso.

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I fiori di Lonicera japonica: un viaggio tra oriente e occidente, dalla tradizione alla ricerca scientifica

La ricerca di ingredienti che entrino nella formulazione di nuovi prodotti naturali efficaci e sicuri per affrontare disturbi di vario tipo si rivolge spesso all’etnofarmacologia e all’etnomedicina. Dalle medicine tradizionali si possono infatti cogliere spunti interessanti, osservando piante e rimedi con uno sguardo che non si limiti a un singolo principio attivo o a una specifica azione, ma colga la complessità che ci tramandano le culture millenarie, che cerchiamo di tradurre e validare attraverso il moderno metodo scientifico.

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Se penso al mirto immagino…

Il Mirto è uno degli amari più apprezzati dagli italiani, specialmente se gustato gelido, al tramonto di una giornata estiva di vacanza nella meravigliosa Sardegna. Le bacche di mirto (Myrtus communis L.) sono responsabili del colore unico rubino-violaceo nella versione “mirto rosso”, mentre foglie e rametti sono generalmente utilizzate per la produzione del più delicato “mirto bianco”.

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La cura di sé: tra fitoterapia, nutraceutica e alimentazione

L’alimentazione ha un ruolo fondamentale per la salute del nostro organismo e sempre maggiori evidenze scientifiche dimostrano il suo ruolo preventivo nei confronti di diverse patologie. L’attività salutistica degli alimenti è associata al contenuto e alla funzionalità di diverse molecole (definite metaboliti secondari) che in associazione ad altri componenti nutrizionali favoriscono il mantenimento di un buono stato di salute. 

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Cannabis per le infiammazioni della cute

La canapa indiana (Cannabis sativa L.), nota anche come marijuana, è una pianta dalle innumerevoli proprietà, alcune delle quali impiegate in ambito farmacologico. La canapa iniziò ad essere coltivata in Asia e Medio Oriente grazie al suo impiego in campo tessile, mentre in Europa la sua coltivazione si diffuse intorno al XVIII secolo, con una produzione commerciale consistente. Per secoli la fibra di canapa è stata la materia prima per la produzione di carta, mentre in Italia ha avuto un ruolo fondamentale durante le repubbliche marinare per la fabbricazione di corde e vele per l’industria navale. Dalle coltivazioni di canapa si otteneva olio (dalla spremitura dei semi) e mangime per il bestiame.

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Solo il tempo guarisce tutte le ferite? Dall’alveare arriva un nuovo alleato

Si dice che il tempo guarisca tutte le ferite. Al di là della saggezza popolare, il tempo gioca sicuramente un ruolo fondamentale, ma esistono prodotti di origine naturale, ambito di studio della Farmacognosia, che possono aiutare a raggiungere più rapidamente una miglior guarigione. Uno di questi è la propoli.

Propoli: sostanza resinosa elaborata a partire da resine ed essudati vegetali mescolati con cere ed enzimi (immagine gentilmente concessa da 3Bee)
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Ginkgo biloba L.: un ventaglio inesauribile di scoperte

Come testimonia la sessione attualità dell’Agenzia Italiana del Farmaco, le sostanze naturali sono ancora oggi una fonte preziosissima per la scoperta di nuovi farmaci. Basti pensare che le statine e diversi agenti antibiotici e antitumorali attualmente in uso hanno origine naturale. 

Solo il 5-10% delle 250’000-500’000 specie di piante superiori sono state studiate per il loro effetto farmacologico. Quindi il regno vegetale rappresenta un ventaglio enorme di molecole ancora inesplorate. Un ventaglio che prende letteralmente forma nella foglia del Ginkgo (Ginkgo biloba L.), tanto antico da affondare le radici nelle origini della fitoterapia. 

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Radice di bardana per le infiammazioni della pelle

La bardana maggiore (Arctium lappa L.) è un’erba medicinale appartenente alla famiglia delle Asteraceae e in particolare il termine Arctium, in greco “orso”, fa riferimento al caratteristico aspetto ispido di questa pianta.

La droga, descritta nella Farmacopea francese, è costituita dalle radici essiccate, intere o tagliate, impiegate come tintura, olio, estratto o decotto. La pianta, usata in Cina, Europa, Nord America e Asia da diverse centinaia di anni, trova impiego tradizionale come agente diuretico oppure per il trattamento di gotta, reumatismi e diverse condizioni dermatologiche.

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Foglie di vite rossa per le patologie infiammatorie della cute – psoriasi e dermatite

Ancora oggi, in alcuni casi, per il trattamento delle infiammazioni della cute si ricorre all’uso di preparati vegetali applicati direttamente sulla zona lesionata, esattamente come in tempi antichi. Il trattamento topico di disturbi cutanei è generalmente preferito, poiché può evitare effetti sistemici e può essere sufficiente a migliorare o a risolvere un disturbo. Questa applicazione, sebbene semplificata dal facile accesso, può presentare, tuttavia, alcune problematiche, come le infezioni provocate dall’uso di materiale vegetale non sterile o altri effetti collaterali. La letteratura scientifica è molto più ricca di segnalazioni di reazioni dermatologiche avverse, per l’uso di prodotti naturali, rispetto a studi clinici che ne dimostrino l’efficacia. Tuttavia, la ricerca scientifica moderna cerca di colmare questa lacuna dimostrando non solo la sicurezza, ma anche i benefici di certi preparati.

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