Parkinson e levodopa: ricerca di nuovi target molecolari per combattere le discinesie motorie

La somministrazione di Levodopa (L-DOPA) è ancora oggi il trattamento d’elezione per il morbo di Parkinson, malattia neurodegenerativa estremamente comune che colpisce circa 1,2 milioni di europei.  Le manifestazioni cliniche che la contraddistinguono sono conseguenza della progressiva morte dei neuroni di un’area cerebrale chiamata sostanza nera: questa regione ha la funzione di rilasciare il neurotrasmettitore dopamina in un’altra area, lo striato, deputata in particolare al controllo dei movimenti.

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Rigenerazione muscolare e antidepressivi: scopriamo la connessione nella distrofia muscolare di Duchenne

L’apparato muscolo-scheletrico costituisce il più grande organo del nostro corpo e il suo nome deriva dalla profonda interconnessione tra ossa e muscoli. Questo intricato sistema ci permette di respirare, masticare, muoverci, mantenere la postura ed evitare la dislocazione articolare, grazie alla sua capacità contrattile. Tuttavia, questo apparato svolge anche altre funzioni importanti: agisce come riserva di energia, immagazzinando proteine ​​e glucosio, e permette la generazione di calore, essenziale per mantenere il nostro corpo a temperatura costante.

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La riserva invisibile, come HIV continua a rinascere dalle ceneri

Si può ormai dire che HIV sia un conoscente di vecchia data. Il virus che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) è apparso nella popolazione umana probabilmente negli anni ‘20 del secolo scorso, per poi salire alla ribalta e diventare pandemico negli anni ‘80.

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I fiori di Lonicera japonica: un viaggio tra oriente e occidente, dalla tradizione alla ricerca scientifica

La ricerca di ingredienti che entrino nella formulazione di nuovi prodotti naturali efficaci e sicuri per affrontare disturbi di vario tipo si rivolge spesso all’etnofarmacologia e all’etnomedicina. Dalle medicine tradizionali si possono infatti cogliere spunti interessanti, osservando piante e rimedi con uno sguardo che non si limiti a un singolo principio attivo o a una specifica azione, ma colga la complessità che ci tramandano le culture millenarie, che cerchiamo di tradurre e validare attraverso il moderno metodo scientifico.

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Nuovi orizzonti per il trattamento della SLA: gli oligodendrociti e il recettore GPR17

Mi chiamo Stefano, sono laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche all’Università degli Studi di Milano e attualmente sono dottorando al secondo anno in Scienze Farmacologiche Biomolecolari, Sperimentali e Cliniche. La mia attività di ricerca si sta concentrando sullo studio di strategie per poter potenziare le capacità riparative dei precursori degli oligodendrociti in alcuni modelli sperimentali di malattie neurodegenerative caratterizzate da demielinizzazione. Oggi vi parlo dei risultati di uno studio pilota, a cui ho partecipato, e che ha permesso di ottenere risultati promettenti su nuovi possibili approcci per il trattamento della sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

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Le fragole per lo stomaco: tra poesia e scienza

La fragola è un frutto noto e apprezzato già dall’uomo preistorico, come testimoniato da alcuni reperti rinvenuti in zone montagnose e lacustri dell’Europa centro-occidentale. Il frutto, spesso presente sulle tavole dei Romani, era noto soprattutto durante le feste in onore di Adone, alla cui morte, come narra la leggenda di Ovidio, Venere, dea dell’amore, pianse copiose lacrime.. Queste ultime, giunte sulla terra, si trasformarono in piccoli e succosi frutti rossi, a forma di cuore: le fragole, appunto. 

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Parkinson GBA-dipendente: di cosa si tratta?

L’osservazione e la descrizione clinica della malattia di Parkinson risalgono alla prima metà dell’800 a cura del neurologo James Parkinson. Si tratta di una patologia neurodegenerativa che porta alla progressiva degenerazione dei neuroni dopaminergici nella sostanza nera. La sostanza nera è un’area del nostro cervello che si occupa di regolare l’attività di altre aree, che a loro volta correggono gli schemi di movimento volontario e riflesso a livello inconscio. Quindi alterazioni di essa, nei pazienti si riflettono in alterazioni di tipo motorio come il mancato controllo sia dei movimenti volontari sia di quelli automatici, come per esempio il camminare

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La stenosi valvolare aortica: tra storia e nuove frontiere

Mi chiamo Donato e sono laureato in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica all’Università degli Studi di Milano. Dopo il conseguimento della laurea ho avuto la possibilità di continuare la mia attività nell’ Unità di Ricerca per lo studio delle patologie aortiche, valvolari e coronariche al Centro Cardiologico Monzino, sotto la supervisione di Paolo Poggio. Da Ottobre 2019 sono un dottorando in Scienze Farmacologiche Biomolecolari, Sperimentali e Cliniche e sto svolgendo le mie attività di ricerca presso il medesimo laboratorio, focalizzandomi sui meccanismi di calcificazione della valvola aortica. 

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Ambiente e mutazioni del DNA

Tutte le cellule sono costantemente soggette a stimoli di vario tipo provenienti dall’ambiente che le circonda, a cui sono in grado di rispondere attivando diversi vie fisiologiche. Il materiale genetico cellulare è continuamente soggetto a cambiamenti di struttura. Il passaggio da eucromatina, più condensata, a eterocromatina, meno condensata, guidato da fattori epigenetici, permette la trascrizione differenziale di geni nelle cellule di ogni organismo. Ogni cambiamento gioca un ruolo chiave anche nella risposta agli insulti tossici esterni. 

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Nuovo coronavirus e vecchi rimedi: la clorochina?

Come si cura COVID-19? Probabilmente è una domanda che molti di noi si sono posti nelle ultime settimane e nonostante nessun trattamento specifico sia ancora stato ufficialmente approvato, numerose terapie sono attualmente in fase di studio. Una di queste è la clorochina, una sostanza la cui storia rappresenta una bella lezione del ruolo della Farmacognosia nella scoperta di nuovi agenti terapeutici. Cerchiamo allora di fare chiarezza e analizziamo falsi miti e reali potenzialità del revival di un vecchio farmaco.

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