Brain-on-chip

Il cervello è uno degli organi più studiati e meno compresi, ciò che ci definisce in quanto individui: è l’organo che genera il pensiero, l’attenzione, la consapevolezza e l’immaginazione. Quello che più sorprende del cervello è l’alto numero di cellule da cui è formato, i neuroni, che sono stimati essere attorno agli 80 miliardi, ognuno dei quali forma 7000 connessioni con altri neuroni, per un numero totale di sinapsi tra 100 e 500 trilioni!

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Medicina di genere e diametro dell’arteria brachiale

La medicina di genere è la scienza biomedica che studia le differenze legate al genere da un punto di vista anatomo/fisiologico e di risposta alle cure. La fisiologia degli uomini, infatti, è estremamente diversa da quella delle donne e tale diversità influisce profondamente sul modo in cui quasi tutte le patologie si sviluppano, sono diagnosticate, curate ed affrontate dal paziente.

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Sirtuine: dalla dieta alla terapia anti-cancro

Le sirtuine sono una famiglia di proteine appartenenti alla classe III delle istone deacetilasi, enzimi catalizzanti la rimozione di gruppi acetile da determinati substrati con il consumo di una molecola di NAD+ (che funziona da accettore di acetile) ad ogni ciclo di reazione.

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La sperimentazione clinica: tra progresso scientifico e tutela dei partecipanti

Si racconta che il primo test clinico della storia sia avvenuto nel 1747 sulla nave della corona britannica. Il medico di bordo per scoprire la migliore terapia contro lo scorbuto distribuì vari preparati a gruppi di due pazienti. Uno di questi preparati era un composto di arance e limoni. Solo i due marinai che lo presero guarirono. Questo test fu in grado di identificare la cura più efficace. Dal 1747 le cose sono molto cambiate, ma ora come allora l’unico modo di rispondere alle incertezze dei vantaggi e degli svantaggi dei trattamenti è fare studi clinici.

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L’assorbimento di una sostanza vegetale

Conosciamo piuttosto bene il destino di molti nutrienti e farmaci dopo la loro ingestione, ma nei vegetali si trovano anche altre sostanze il cui destino metabolico è tutt’altro che noto. I composti “altri”, detti anche metaboliti secondari delle piante, possono avere un effetto biologico sull’organismo nella loro forma originale, dopo aver attraversato il nostro tubo digerente, la barriera intestinale e persino quella emato-encefalica, ma nella maggior parte dei casi si comportano da pro-farmaci.

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La diagnosi precoce dell’ipercolesterolemia familiare

Sono Marta Gazzotti, dottoranda del secondo anno in Scienze Farmacologiche Biomolecolari, Sperimentali e Cliniche. Lo scorso anno avevo cominciato a raccontarvi il mio progetto incentrato sulle dislipidemie genetiche, con un focus particolare sull’ipercolesterolemia familiare (in inglese Familial Hypercholesterolemia, abbreviata come FH) attraverso lo studio LIPIGEN, uno studio osservazionale promosso dalla Fondazione della Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi. 

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Il fondamentale disordine di α-sinucleina

Come spiegava Tommaso Laurenzi in un recente post, le proteine intrinsecamente disordinate (IDP) e i loro ibridi (IDPR) sono componenti fondamentali del proteoma (l’insieme di tutte le proteine di un organismo) umano e degli organismi più complessi. Considerato il ruolo fondamentale di questa classe anomala di proteine, IDP e IDPR sono spesso legate all’insorgenza di gravi patologie, come cancro e malattie neurodegenerative. Un meccanismo chiave nello sviluppo di queste ultime è spesso il misfolding, cioè il ripiegamento tridimensionale scorretto di una proteina, di specifiche IDP o IDPR.

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Un viaggio chiamato ricerca

Buongiorno a tutti, mi chiamo Eleonora e mi occupo di valutare il potenziale ruolo antitumorale delle HDL nel tumore prostatico. Lo scopo di tale progetto è quello di evidenziare nuovi target terapeutici per il trattamento del tumore prostatico e, inoltre, valutare la possibilità di utilizzare le HDL come terapia adiuvante ai classici approcci terapeutici.

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Medicina rigenerativa cardiaca: le nuove frontiere

Le patologie cardiovascolari rappresentano, ad oggi, una delle principali cause di morte, con incidenza crescente dovuta al progressivo invecchiamento della popolazione. In particolare, le cardiopatie ischemiche, che comprendono uno spettro di condizioni patologiche caratterizzate da un ridotto apporto di ossigeno al miocardio, sono responsabili del 35% dei decessi per cause cardiovascolari. 

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Terapia fagica: di cosa si tratta e a cosa potrebbe servirci?

Per terapia fagica si intende l’utilizzo dei fagi per combattere le infezioni batteriche. I batteriofagi (o fagi) sono virus che attaccano solo le cellule batteriche, senza creare alcun danno a quelle eucariotiche, quali quelle del nostro corpo. I fagi si riproducono all’interno del batterio che hanno attaccato e ne provocano la morte per lisi cellulare. Quindi i fagi possono essere considerati i nemici naturali dei batteri.

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