La mortalità in un soggetto affetto da diabete

Nel mondo è in corso una vera e propria “epidemia” di diabete (1). Nel 2017, ad esempio, la International Diabetes Federation ha stimato che le persone con diabete tipo 2 erano quasi 425 milioni (2). Nel 2015, circa 2 milioni di morti sono stati causati direttamente dal diabete (1). Quasi la metà di tutte le morti attribuibili al diabete si sono verificate in soggetti con età inferiore a 70 anni (3).

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Diabete ed eventi cardiovascolari. Perché?

Il diabete mellito è un importante fattore di rischio per l’insorgenza di eventi cardio- e cerebro-vascolari di origine aterosclerotica, come infarto miocardico e ictus. Gli eventi cardiovascolari sono da due a quattro volte più frequenti nei pazienti diabetici che nei non diabetici, e il paziente diabetico ha una probabilità di incorrere in un evento cardiovascolare simile a quella di un soggetto che già ha subito tale evento.

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Complicanze micro- e macro-vascolari nel diabete mellito

Le complicanze croniche del diabete mellito sono responsabili della maggior parte della disabilità e mortalità associate alla malattia (1). Tra le complicanze croniche del diabete mellito ci sono quelle vascolari, che possono essere suddivise in complicanze micro-vascolari (retinopatia, neuropatia, nefropatia) e macro-vascolari (malattia coronarica, malattia cerebrovascolare, arteriopatia periferica) (Fig. 1) (1). Le complicanze micro-vascolari sono determinate soprattutto dall’elevata concentrazione di glucosio nel sangue (iperglicemia) (1,2). Dato che il diabete di tipo 2 ha spesso un lungo periodo asintomatico, molti pazienti presentano già questo tipo di complicanze al momento della diagnosi (1). Diversi studi hanno dimostrato che la riduzione dell’iperglicemia ritarda o previene la comparsa delle complicanze micro-vascolari (3). Per contro, le prove che suggeriscono un ruolo causale diretto dell’iperglicemia cronica nello sviluppo delle complicanze macro-vascolari sono meno forti. Tuttavia, gli eventi cardiovascolari sono 2-4 volte più frequenti nei soggetti diabetici rispetto a quelli non diabetici (4). Questi eventi sono correlati all’iperglicemia cronica, ma anche ad altri fattori di rischio, quali dislipidemia, ipertensione arteriosa e fumo (4). Nelle prossime righe faremo un breve cenno a ciascun tipo di queste complicanze croniche. 

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Il diabete come fattore di rischio cardiovascolare

Questo è il primo di una serie di post dedicati a una campagna per migliorare la conoscenza e la consapevolezza dei nostri lettori sul diabete mellito, sulle possibili complicanze e sulle possibili terapie. Questo progetto nasce da una collaborazione tra il nostro dipartimento (DiSFeB) e la Società Italiana di Diabetologia (SID) ed è rivolto ai soggetti diabetici, ai loro familiari, agli operatori sanitari e, più in generale, all’intera società civile.

La patologia diabetica è una malattia endocrina caratterizzata dalla distruzione delle beta cellule (diabete mellito di tipo 1) o da un gruppo di malattie, diverse tra loro, caratterizzate da una resistenza all’ormone insulina (diabete mellito di tipo 2) e da un deficit relativo di secrezione di insulina. In particolare, il tipo 2 si associa a un aumentato rischio cardiovascolare [1, 2], con quasi il doppio di probabilità di sviluppare, rispetto ai soggetti non diabetici, una cardiopatia ischemica, cioè una condizione caratterizzata da un insufficiente apporto di sangue e di ossigeno al cuore [3]. Questa tendenza sembra essersi ridotta nell’ultimo decennio, grazie a nuove possibilità di cura. I diabetici non presentano soltanto un maggior rischio di eventi cardiovascolari ma anche una maggior probabilità di un decorso clinico peggiore; ad esempio, il soggetto con diabete di tipo 2, che ha avuto un infarto miocardico, è caratterizzato da una più elevata mortalità nel periodo successivo all’infarto [4]. Nonostante negli ultimi anni la disponibilità di nuovi farmaci sia riuscita a ridurre nei soggetti diabetici l’incidenza di eventi cardiovascolari [5], tali fenomeni rimangono la principale causa di mortalità cardiovascolare.

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