Farmaci anti-infiammatori come potenziali anti-tumorali

Nel nostro paese si stimano ogni giorno più di mille nuovi casi di tumore, e in un anno si raggiungono circa 373.300 nuove diagnosi di cui il 52% fra gli uomini e il 48% fra le donne. Purtroppo questi numeri sono destinati ad aumentare grazie all’aumento dell’età media delle popolazioni dei paesi sviluppati. È quindi necessaria una strategia di intervento preventiva che eviti lo sviluppo e l’aggravamento della malattia. 

Tra le classi di farmaci che mostrano attività chemopreventiva gli anti-infiammatori non steroidei (FANS) sono i più promettenti in commercio, infatti diversi studi associano il loro utilizzo (aspirina, ketorolac, diclofenac e ibuprofene) ad una prevenzione del tumore del colon e di altri tumori di tipo adenocarcinomatoso molto frequenti.

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Mutazioni genetiche e trigliceridi plasmatici

L’Iperlipoproteinemia di tipo 1, conosciuta anche come Deficit familiare di lipoproteina lipasi (LPL) o  Chilomicronemia Familiare, è una malattia caratterizzata da un’alterata idrolisi dei trigliceridi che determina livelli estremamente alti di trigliceridi nel plasma (circa 880 mg/dL). I sintomi principali dell’Iperlipoproteinemia includono: grave dolore addominale, dolore colico, epatosplenomegalia, sindrome da iperviscosità, xantomi e lipaemia retinalis. Tuttavia, il sintomo maggiormente debilitante risulta essere l’insorgenza di pancreatite acuta, che colpisce circa il 30% dei pazienti.

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Apporto di nutrienti nella dieta: c’è qualcosa oltre il metabolismo?

“Frutta”, “verdura”, “vitamine”, “fibre”, “omega-3”: sono tutti termini che ci suggeriscono qualcosa di sano. Quando parliamo invece di “carne rossa”, “grassi”, “colesterolo”, “zuccheri”, “mascarpone”, “burro”, “bevande zuccherate” stiamo pensando a “scorrette abitudini alimentari”.

È indiscusso che questi non sono certo dei pregiudizi infondati e vi è una sempre maggiore evidenza che tutti questi cibi e nutrienti, in funzione delle quantità con cui essi vengono assunti, esercitino importanti effetti metabolici.

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Il lato oscuro del piacere

Adele di Genova, Alessandro di Città della Pieve, Arianna di Vittorio Veneto, Giulia di Roma sono solo alcuni dei giovanissimi saliti agli onori della cronaca nera, che dopo aver assunto droghe non ce l’hanno fatta. A partire dal 2016, in Italia si torna a morire di overdose più che in passato. 

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Analisi delle dislipidemie genetiche in Italia: lo studio Lipigen

Ciao a tutti, sono Marta Gazzotti; dopo la laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche e un periodo di lavoro in azienda farmaceutica, ho deciso di tornare in università per intraprendere il percorso di dottorato in Scienze farmacologiche biomolecolari, sperimentali e cliniche presso l’Università degli Studi di Milano. Attualmente svolgo la mia attività di ricerca presso il SEFAP (Servizio di epidemiologia e farmacologia preventiva), diretto da Alberico Catapano.

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La Filosofia di Ana: “…finché non vedi le tue splendide ossa.”

“Senti una voce che ti dice di farlo? Io sono la piccola voce… Io so tutto… Io sono la tua Ana”.

Cari lettori, mi chiamo Francesca Mottarlini, sono al primo anno di Dottorato in Scienze Farmacologiche Biomolecolari, Sperimentali e Cliniche presso il DiSFeB dell’Università degli Studi di Milano e sono qui per presentarvi Ana.

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Un nuovo progetto di ricerca sulle malattie legate a Mecp2

Il nostro laboratorio, racconta Angelisa Frasca, si occupa di studiare la sindrome di Rett e le patologie legate a mutazione nel gene MECP2. Si tratta di una serie di patologie del neurosviluppo prevalentemente femminili, che affliggono un individuo ogni 4.000 in tutto il mondo. 

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Risultati della ricerca sul dolore neuropatico

Ciao a tutti, eccomi qui… manca poco alla fine di questo progetto ed i risultati ottenuti fino ad ora sono molto interessanti e meriterebbero di essere ulteriormente approfonditi ed inseriti in un contesto ancor più ampio. Tirando le somme, con questo studio abbiamo dimostrato che il sistema delle prochineticine, una famiglie di chemochine recentemente identificata, è coinvolta nello sviluppo di dolore neuropatico che si sviluppa in seguito al trattamento con farmaci chemioterapici.

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Comprendere meglio la disfunzione sinaptica nella malattia di Parkinson

Mi chiamo Elena Ferrari e dopo la laurea magistrale in Medical biotechnology and molecular medicine presso La Statale di Milano ho deciso di approfondire il mio interesse per le neuroscienze proseguendo il mio percorso con un dottorato di ricerca. Ho da poco iniziato il primo anno del corso di dottorato in Scienze Farmacologiche Biomolecolari, Sperimentali e Cliniche nel laboratorio di Farmacologia della Neurodegenerazione, coordinato da Monica Di Luca e Fabrizio Gardoni.

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Sistema immunitario, aterosclerosi, immunoterapia

Le malattie cardiovascolari rappresentano, purtroppo ancora oggi, una delle principali cause di mortalità. Le più significative manifestazioni cliniche sono rappresentate dall’infarto del miocardio, l’ictus cerebrale e l’arteriopatia obliterante agli arti inferiori. Queste manifestazioni derivano, generalmente, dalla presenza di alterazioni delle arterie di tipo aterosclerotico che riducono il lume (stenosi) e sulle quali possono formarsi trombi con possibile occlusione dei vasi. L’aterosclerosi rappresenta, infatti, un accumulo di lipidi nelle arterie che si sviluppa in presenza di alcuni fattori di rischio quali, ad esempio, l’aumento dei livelli circolanti di colesterolo (ipercolesterolemia), l’ipertensione, il diabete, il fumo di sigaretta, senza dimenticare come anche la predisposizione personale incida sulla manifestazione della malattia. Sebbene sia nota dalla fine dell’Ottocento, soltanto negli ultimi 30 anni l’aterosclerosi è stata descritta come una patologia infiammatoria cronica, in cui cellule e molecole del sistema immunitario concorrono ad aggravare il decorso ed esacerbare le manifestazioni cliniche della stessa.

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