PCSK9 e metabolismo lipidico

Mi chiamo Laura, sono laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche all’Università degli Studi di Milano. Ho iniziato da poco il mio secondo anno di dottorato in Scienze Farmacologiche Biomolecolari, Sperimentali e Cliniche e svolgo la mia attività di ricerca presso il laboratorio di Dislipidemia Genetica ed Aterosclerosi dell’I.R.C.C.S. MultiMedica. Oggetto della mia ricerca è PCSK9 (Pro-Proteina convertasi Subtilisina-Kexina di tipo 9), una proteina di sintesi prevalentemente epatica appartenente alla famiglia delle pro-proteine convertasi.

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La valutazione del rischio cardiovascolare: una partita ancora aperta

Buongiorno a tutti, mi chiamo Ornella Colpani, sono laureata in Biotecnologie Mediche e ho da poco iniziato il secondo anno di dottorato in Scienze farmacologiche biomolecolari, sperimentali e cliniche del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari (DiSFeB). La mia attività si svolge presso due differenti sedi lavorative: il Servizio di Epidemiologia e Farmacologia Preventiva (SEFAP), diretto dal Alberico L. Catapano, e la Fondazione Bruno Kessler (FBK), un ente di ricerca che si occupa da tempo -tra le altre cose- di machine learning applicato al miglioramento della salute e che ha sede a Trento.

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L’intelligenza artificiale al servizio della chimica farmaceutica

Dalla risoluzione delle prime strutture, utilizzando i raggi-X negli anni ’50, il campo delle strutture proteiche ha fatto enormi passi in avanti. Ora, grazie anche all’ottimizzazione della tecnica di microscopia crioelettronica, abbiamo a disposizione la struttura di più di 150.000 proteine nella banca dati Protein Data Bank (PDB). Un numero però ancora irrisorio rispetto alle decine di milioni di sequenze aminoacidiche depositate nell’Universal Protein database (UniProt).

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HIV/AIDS nel 2020, un nemico ancora attuale

Foto da sergey mikheev on Unsplash

Il primo dicembre si è celebrata la giornata mondiale contro l’AIDS. Fa uno strano effetto parlare di virus di questi tempi. Forse ancora di più parlare di altri virus. Se da un lato una marea d’informazione su SARS-CoV-2 e COVID19 ha sommerso tutto il globo al punto da trovare un nome a questo fenomeno (infodemia per l’OMS), catalizzando l’attenzione di chiunque, dall’altro potrebbe essere considerato fuori luogo portare al tavolo della discussione un altro problema di natura virale. Ma le battaglie si combattono anche nell’ombra creata dalla pandemia. E il primo dicembre ci ricorda che con il virus dell’HIV non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia, perché ci si può curare ma ancora non si guarisce.

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L’influenza della genetica nella depressione

È ormai chiaro nella comunità scientifica che le patologie psichiatriche abbiano un’origine multifattoriale: alterazioni di specifici geni del nostro DNA possono conferire al soggetto che le possiede una predisposizione allo sviluppo di depressione, così come di altri disordini dell’umore. Tuttavia, è necessario che assieme a queste alterazioni si verifichino delle situazioni negative nella vita dell’individuo perché si possano scatenare i primi sintomi e quindi la patologia. 

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Trattare la sindrome metabolica per ridurre il rischio cardiovascolare

Ciao a tutti! Mi chiamo Asiiat Alieva. Dopo la laurea in Medicina in Russia, mi sono specializzata in cardiologia e adesso sto frequentando l’ultimo anno del dottorato in Scienze Farmacologiche Biomolecolari, Sperimentali e Cliniche, svolgendo la mia attività di ricerca presso il Servizio di Epidemiologia e Farmacologia Preventiva dell’Università degli Studi di Milano. Recentemente, mi sono occupata di una tematica molto attuale: la prevalenza di sindrome metabolica (SM) e l’impatto sul rischio cardiovascolare delle diverse componenti che la definiscono.

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Differenze di sesso nei fattori associati all’aderenza alla terapia con statine

Sono Elena Olmastroni, dottoranda iscritta al terzo anno del corso in Scienze Farmacologiche Biomolecolari, Sperimentali e Cliniche, e svolgo la mia attività di ricerca presso il Servizio di Epidemiologia e Farmacologia Preventiva (SEFAP) dell’Università degli Studi di Milano. Tra i principali obiettivi del SEFAP vi è la promozione e lo svolgimento di attività di ricerca nel campo della farmacoutilizzazione (studio del profilo di utilizzo dei farmaci e appropriatezza prescrittiva), della farmacoepidemiologia e della farmacovigilanza.

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Rigenerazione muscolare e antidepressivi: scopriamo la connessione nella distrofia muscolare di Duchenne

L’apparato muscolo-scheletrico costituisce il più grande organo del nostro corpo e il suo nome deriva dalla profonda interconnessione tra ossa e muscoli. Questo intricato sistema ci permette di respirare, masticare, muoverci, mantenere la postura ed evitare la dislocazione articolare, grazie alla sua capacità contrattile. Tuttavia, questo apparato svolge anche altre funzioni importanti: agisce come riserva di energia, immagazzinando proteine ​​e glucosio, e permette la generazione di calore, essenziale per mantenere il nostro corpo a temperatura costante.

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La riserva invisibile, come HIV continua a rinascere dalle ceneri

Si può ormai dire che HIV sia un conoscente di vecchia data. Il virus che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) è apparso nella popolazione umana probabilmente negli anni ‘20 del secolo scorso, per poi salire alla ribalta e diventare pandemico negli anni ‘80.

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I fiori di Lonicera japonica: un viaggio tra oriente e occidente, dalla tradizione alla ricerca scientifica

La ricerca di ingredienti che entrino nella formulazione di nuovi prodotti naturali efficaci e sicuri per affrontare disturbi di vario tipo si rivolge spesso all’etnofarmacologia e all’etnomedicina. Dalle medicine tradizionali si possono infatti cogliere spunti interessanti, osservando piante e rimedi con uno sguardo che non si limiti a un singolo principio attivo o a una specifica azione, ma colga la complessità che ci tramandano le culture millenarie, che cerchiamo di tradurre e validare attraverso il moderno metodo scientifico.

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