Comorbidità tra patologie psichiatriche e cardio-metaboliche: ruolo chiave dello stress?

Il termine di comorbidità viene coniato per la prima volta nel 1970 dall’epidemiologo Alvan R. Feinstein. La definizione da vocabolario di comorbidità è: “In medicina, la presenza contemporanea nello stesso soggetto di due o più malattie”. Dalla coesistenza di patologie diverse derivano quindi una serie di interazioni che influenzano il decorso, l’eziologia e il conseguente trattamento di tali malattie. Diversi studi hanno evidenziato la gravità delle conseguenze associate ad uno stato di comorbidità tra disturbi cardiovascolari, metabolici e mentali, ma i meccanismi biologici sottostanti restano ancora da chiarire.

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Zero emissioni: ci siamo vicini?

Gli ultimi tre anni ci hanno lasciato con la consapevolezza che spesso anche quello che non si vede può causare cambiamenti sconvolgenti nelle nostre vite. E mentre giustamente ci preoccupiamo per le conseguenze della pandemia, un’altra cosa che non si vede (o meglio, che spesso non vogliamo vedere) rappresenta una potenziale minaccia per la salute umana: il cambiamento climatico, spinto dall’inquinamento atmosferico.

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La Farmacia bestiale: perché le api producono la propoli?

“L’uomo è un animale sociale”, affermava Aristotele. Gli etologi, invece, ci insegnano che le api sono degli animali eusociali. Ma cosa significa?

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Le vescicole extracellulari nella demenza frontotemporale e nella sclerosi laterale amiotrofica: due facce di una stessa medaglia

Sono Elena Casarotto, dottoranda al terzo anno di dottorato in Scienze Farmacologiche Biomolecolari, Sperimentali e Cliniche. Lavoro nel laboratorio di Biologia Applicata del DiSFeB e, grazie al supporto della Fondazione Cariplo e del MIUR, in questi anni mi sono occupata dello studio delle vescicole extracellulari e del loro ruolo in due malattie neurodegenerative, la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la demenza frontotemporale (FTD).  

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SEMA3E, un possibile gene candidato nella Disabilità Intellettiva

La disabilità intellettiva (ID) è una condizione che si verifica nel periodo antecedente i 18 anni ed è dovuta ad un non corretto sviluppo del cervello.  L’ID rappresenta un gruppo eterogeneo di disturbi caratterizzati da un’intelligenza sotto la media, dall’incapacità di svolgere le azioni quotidiane e da un ritardo nell’apprendimento.

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Castagno e proprietà salutistiche: non solo frutto

Il castagno (Castanea sativa Mill.) è una pianta arborea appartenente alla famiglia della Fagaceae che svolge un importante ruolo nel contesto economico e ambientale dell’area montana. I frutti sono un noto alimento autunnale apprezzato in tutto il mondo, la cui composizione nutrizionale ricca in composti amilacei e a basso tenore di grassi li rende un’interessante fonte nutrizionale per soggetti affetti da celiachia. 

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Statine e funzione cognitiva

Sono Elena Olmastroni, dottoranda iscritta al terzo anno di Scienze Farmacologiche Biomolecolari, Sperimentali e Cliniche. Svolgo la mia attività di ricerca presso il Servizio di epidemiologia e farmacologia preventiva (SEFAP) dell’Università degli Studi di Milano dove, oltre che portare avanti il mio progetto di dottorato, mi occupo di epidemiologia e della conduzione di meta-analisi. Le statine rappresentano attualmente la terapia farmacologica di prima linea per il trattamento dell’iperlipidemia nella prevenzione primaria di malattie coronariche e nella prevenzione secondaria dei principali eventi cardiovascolari. Nell’ultimo decennio, la mortalità e la morbilità cardiovascolare si sono significativamente ridotte grazie proprio all’uso di statine. 

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Interazione tra genetica e mitocondri nello sviluppo e progressione della steatosi epatica non alcolica (NAFLD)

Ciao a tutti, mi chiamo Erika Paolini e sono al primo anno di dottorato in Scienze Farmacologiche, Biomolecolari, Sperimentali e Cliniche presso l’Università degli Studi di Milano, sotto la guida di Massimiliano Ruscica. Il progetto di ricerca si sviluppa in collaborazione con il laboratorio di malattie metaboliche del fegato (Fondazione IRCCS Cà Granda, Ospedale Policlinico Maggiore di Milano) con la supervisione di Paola Dongiovanni (co-tutor). La steatosi epatica non alcolica (NAFLD) è la malattia epatica più diffusa nel mondo che coinvolge circa il 30% della popolazione adulta.

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Il potere dei nostri muscoli

Il nostro tessuto muscolo scheletrico rappresenta l’apparato più grande del nostro corpo. Sono proprio i muscoli connessi alle ossa dai tendini i responsabili dei movimenti volontari, della stabilità scheletrica e della generazione di calore durante il movimento. Questo tessuto possiede anche un’eccezionale capacità di rigenerazione dopo lesioni lievi come traumi diretti o sforzi durante l’esercizio. Non è un caso se la maggior parte dei vaccini viene iniettata per via intramuscolare, il loro importante afflusso di sangue e la capacità di avviare una risposta immunitaria lo rendono il sito ottimale. I muscoli scheletrici mostrano anche un’incredibile plasticità che può essere sfruttata.

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Isolamento sociale durante l’adolescenza: studio dell’impatto a lungo termine sul microbiota intestinale

L’interesse della comunità scientifica verso lo studio dei fattori ambientali che influenzano il nostro microbiota intestinale ha visto una crescita esponenziale degli studi negli ultimi anni. Stress, alimentazione, stile di vita, fumo, condizioni metereologiche, stagionalità e molti altri fattori sono tra i protagonisti di importanti alterazioni della composizione batterica all’interno del nostro intestino.

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