Alla ricerca di nuovi approcci per il trattamento del tumore prostatico

Buongiorno a tutti, sono Eleonora Giorgio, attualmente lavoro come dottoranda al Centro Enrica Grossi Paoletti con Monica Gomaraschi, presso l’ospedale di Niguarda, nel Laboratorio di Laura Calabresi.

Negli uomini, il carcinoma prostatico (PCa) è il tumore più comunemente diagnosticato e la seconda causa di morte per cancro. Dopo un’iniziale risposta alla terapia di deprivazione androgenica, il PCa può evolvere ad un fenotipo androgeno-indipendente (CRPC), per il quale le opzioni terapeutiche sono scarse e poco efficaci. I meccanismi responsabili di tale transizione non sono noti e potrebbero essere legati ad alterazioni del metabolismo cellulare. 

Le lipoproteine ad alta densità (HDL) sono ben note per le loro funzioni ateroprotettive, che sono principalmente dovute alla loro capacità di promuovere l’efflusso cellulare di colesterolo e di esercitare attività antiinfiammatorie e antiossidanti. Poiché la presenza di stress ossidativo, molecole pro-infiammatorie e fonti di colesterolo possono favorire la crescita di una massa tumorale, è possibile che tramite questi meccanismi le HDL siano in grado di esercitare un’azione antitumorale?

Lo scorso anno vi ho parlato di come le HDL siano in grado di inibire lo stress ossidativo, rallentando così la proliferazione di cellule di carcinoma prostatico.

Attualmente stiamo studiando l’effetto delle HDL sul contenuto di colesterolo delle cellule tumorali. Infatti, le cellule necessitano di colesterolo durante la proliferazione come componente strutturale delle membrane; inoltre, nei tumori ormono-dipendenti come il PCa, il colesterolo rappresenta il precursore per la sintesi degli ormoni.

Le linee cellulari utilizzate nei nostri esperimenti sono rappresentative dei due fenotipi di carcinoma prostatico: androgeno-dipendente e androgeno-indipendente.

Le ricerche condotte finora ci hanno permesso di dimostrare che le HDL sono in grado di ridurre il contenuto di colesterolo nelle cellule androgeno-dipendenti, inibendone così la proliferazione. Al contrario, nelle cellule androgeno-indipendenti il processo di efflusso del colesterolo è alterato e le HDL non sono più in grado di inibire la proliferazione. Ciò è probabilmente dovuto ad una ridotta espressione del principale trasportatore coinvolto nell’efflusso di colesterolo dalle cellule, ABCA1 (ATP binding cassette di tipo A1).

Il progetto è tutt’ora in corso e mira a ripristinare la corretta espressione di ABCA1 nelle cellule androgeno-indipendenti; tale approccio potrebbe fornire le basi per lo sviluppo di nuovi farmaci per il trattamento del CRPC.

PCSK9: come una proteina influenza colesterolo e diabete

Ciao a tutti, come avete visto nel mio post precedente mi occupo di studiare il ruolo di questa proteina, PCSK9, e della sua mancanza a livello di diversi organi. Oggi volevo approfittare di questo post per condividere con voi questo bellissimo traguardo che, come gruppo, siamo riusciti a realizzare. Infatti, recentemente la prestigiosa rivista European Heart Journal dell’European Society of Cardiology ha pubblicato un nostro lavoro, sviluppato interamente all’interno del nostro Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari (DiSFeB),dipartimento di eccellenza dell’Università Statale di Milano. In questo lavoro abbiamo voluto approfondire e chiarire la relazione tra PCSK9 (Proprotein Convertase Subtilisin/Kexin Type 9) e l’insorgenza di diabete.

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Nuove basi molecolari per le malattie neurodegenerative

Il sistema nervoso è senza dubbio molto complesso sia da un punto di vista anatomico che funzionale. Le nostre capacità cognitive derivano da un’intensa e fitta rete di connessioni tra neuroni, le cosiddette sinapsi. Le sinapsi possono essere modificate qualitativamente e quantitativamente mediante la cosiddetta plasticità sinaptica, cioè meccanismi di adattamento nella trasmissione nervosa, che rendono perciò tali strutture altamente dinamiche.

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Cosa hai in testa?

Mutazioni a carico del gene della glucocerebrosidasi, oltre a causare la malattia di Gaucher, aumentano la probabilità di contrarre la malattia di Parkinson.  La glucocerebrosidasi è un enzima che svolge la sua attività nel sistema digerente della cellula, i lisosomi. Questi ultimi sono responsabili della degradazione delle proteine danneggiate presenti nelle cellule e delle molecole e macromolecole ingerite. Disfunzioni a livello di tali organelli comportano un accumulo di scarti tossici e possono favorire l’aggregazione di proteine patogeniche, come l’alfa-sinucleina, una proteina che si trova in abbondanza in forma aggregata nei neuroni dei malati di Parkinson.  

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Radice di bardana per le infiammazioni della pelle

La bardana maggiore (Arctium lappa L.) è un’erba medicinale appartenente alla famiglia delle Asteraceae e in particolare il termine Arctium, in greco “orso”, fa riferimento al caratteristico aspetto ispido di questa pianta.

La droga, descritta nella Farmacopea francese, è costituita dalle radici essiccate, intere o tagliate, impiegate come tintura, olio, estratto o decotto. La pianta, usata in Cina, Europa, Nord America e Asia da diverse centinaia di anni, trova impiego tradizionale come agente diuretico oppure per il trattamento di gotta, reumatismi e diverse condizioni dermatologiche.

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Che stress, che stress, che stress di giorno!

Nel mio precedente articolo siamo entrati nell’affascinante mondo del rapporto cuore-cervello introdotti dalle parole di Charlie Chaplin. Come ricordavamo di recente, accanto ai classici fattori di rischio cardiovascolare, ne sono stati aggiunti di nuovi tra cui le malattie neuropsichiatriche, i disturbi dell’umore e non da ultimo, lo stress. Tutti questi sono in grado non solo di accelerare l’inizio e la progressione delle malattie cardiovascolari, ma anche di modificarne la risposta ai trattamenti farmacologici.

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Quello che forse non tutti sanno sulla chemioterapia…

Il dolore neuropatico è una forma di dolore cronico causato da una disfunzione o da un danno a livello del sistema nervoso centrale o periferico. Tra le condizioni che portano allo sviluppo di dolore neuropatico c’è anche l’assunzione di farmaci chemioterapici. La maggior parte degli agenti antineoplastici comunemente utilizzati nella pratica clinica induce lo sviluppo di una polineuropatia caratterizzata da dolore di varia intensità, formicolio, bruciore, e torpore.

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Deficit di LCAT: studio dei meccanismi molecolari alla base del danno renale

Ciao a tutti! Mi chiamo Arianna Strazzella e sono al primo anno di dottorato in Scienze farmacologiche biomolecolari, sperimentali e cliniche presso l’Università degli Studi di Milano. 

Durante il mio periodo di tesi ho avuto l’opportunità di lavorare nell’ambito delle dislipidemie e delle malattie genetiche rare del metabolismo lipidico al centro E. Grossi Paoletti dell’ospedale Niguarda, supervisionata da Laura Calabresi. 

Ho trovato molto affascinante l’argomento, al punto che, una volta conseguita la laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ho deciso di proseguire in questo settore. 

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Mutazioni genetiche e trigliceridi plasmatici

L’Iperlipoproteinemia di tipo 1, conosciuta anche come Deficit familiare di lipoproteina lipasi (LPL) o  Chilomicronemia Familiare, è una malattia caratterizzata da un’alterata idrolisi dei trigliceridi che determina livelli estremamente alti di trigliceridi nel plasma (circa 880 mg/dL). I sintomi principali dell’Iperlipoproteinemia includono: grave dolore addominale, dolore colico, epatosplenomegalia, sindrome da iperviscosità, xantomi e lipaemia retinalis. Tuttavia, il sintomo maggiormente debilitante risulta essere l’insorgenza di pancreatite acuta, che colpisce circa il 30% dei pazienti.

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Analisi delle dislipidemie genetiche in Italia: lo studio Lipigen

Ciao a tutti, sono Marta Gazzotti; dopo la laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche e un periodo di lavoro in azienda farmaceutica, ho deciso di tornare in università per intraprendere il percorso di dottorato in Scienze farmacologiche biomolecolari, sperimentali e cliniche presso l’Università degli Studi di Milano. Attualmente svolgo la mia attività di ricerca presso il SEFAP (Servizio di epidemiologia e farmacologia preventiva), diretto da Alberico Catapano.

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