Polveri sottili e salute: tra Covid-19 ed eventi cardiovascolari

Le polveri sottili, definite anche particolato atmosferico (in inglese Particulate Matter, PM), sono costituite da particelle solide e liquide disperse nell’aria, che possono avere dimensione, composizione e origine molto eterogenee. Le dimensioni rappresentano anche il modo più semplice per classificare il PM. Si distinguono tre categorie: PM10, particelle con diametro aerodinamico minore di 10 µm, PM2.5, minore di 2,5 µm, e PM1, minore di 1 µm. Nel 2016 sono stati definiti dei valori soglia di allarme, ancora attuali, da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per monitorare la situazione a livello mondiale. I valori medi annuali di PM10 non dovrebbero superare i 20 µg/m3 e i valori di PM2.5 i 10 µg/m3. Per quanto riguarda i valori giornalieri si parla di 50 µg/m3 per il PM10 e 25 µg/m3 per il PM2.5. Al momento, più del 50% della popolazione mondiale vive in città con un livello di inquinamento atmosferico che supera queste soglie. 

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Ambiente e mutazioni del DNA

Tutte le cellule sono costantemente soggette a stimoli di vario tipo provenienti dall’ambiente che le circonda, a cui sono in grado di rispondere attivando diversi vie fisiologiche. Il materiale genetico cellulare è continuamente soggetto a cambiamenti di struttura. Il passaggio da eucromatina, più condensata, a eterocromatina, meno condensata, guidato da fattori epigenetici, permette la trascrizione differenziale di geni nelle cellule di ogni organismo. Ogni cambiamento gioca un ruolo chiave anche nella risposta agli insulti tossici esterni. 

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