Riduzione del rischio cardiovascolare o aumento del peso corporeo e del rischio di diabete? questo è il dilemma

Il post di oggi riguarda un dilemma che in campo farmacologico clinico cardiovascolare continua a suscitare interesse e curiosità. L’avvento di nuovi approcci terapeutici additivi o alternativi al trattamento classico con statine ha permesso il raggiungimento degli obiettivi raccomandati dalle linee guida internazionali anche per i pazienti ad elevato rischio o non responsivi alle più comuni strategie con statine; questi approcci si basano su anticorpi monoclonali anti-PCSK9.

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Valutare il rischio cardiovascolare nella popolazione: incontro tra beneficio per il paziente, per la popolazione e per la comunità scientifica

Le malattie cardiovascolari rappresentano oggi la principale causa di morbilità e mortalità nella popolazione italiana. La necessità di ottimizzare le risorse economiche pubbliche in campo sanitario e la spinta ad investire denaro pubblico per interventi che siano mirati ai soggetti che più ne beneficeranno sono argomenti di grande interesse sia dal punto di vista medico‐legale che dal punto di vista sociale.Al contempo, benché in ambito farmacologico siano stati raggiunti negli ultimi anni traguardi sempre più elevati, la ricerca (per sua stessa definizione) non può e non deve fermarsi. Abbiamo ancora molto da imparare per vivere meglio.

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Rischio cardiovascolare, metabolismo e scompenso cardiaco: più prospettive per una sola proteina

Nell’iniziare a scrivere questo post, mi sono imbattuto in questa citazione:

“Dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso.”

(Robin Williams ne “L’attimo fuggente”)

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