Le vescicole extracellulari nelle malattie neurodegenerative: messaggeri o spazzini?

Capire come le cellule di un organismo parlano tra loro è un argomento affascinante, da anni oggetto delle ricerche di numerosi studiosi nel mondo. È noto che la comunicazione avviene attraverso l’invio e la ricezione di messaggi, le cui parole sono costituite principalmente da molecole biologiche, come proteine e acidi nucleici (soprattutto RNA). Le cellule sono infatti capaci di produrre e rilasciare queste molecole, le quali possono poi viaggiare attraverso i fluidi biologici (come per esempio il sangue) per arrivare poi a cellule vicine o lontane.

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Come gli ormoni AMH, GH e IGF1 influenzano l’ipogonadismo ipogonadotropo e la pubertà ritardata

Mi chiamo Alyssa Paganoni, una studentessa al secondo anno del dottorato in Scienze Farmacologiche Biomolecolari, Sperimentali e Cliniche. Sto svolgendo la mia attività di ricerca presso il laboratorio di Neurobiologia dello Sviluppo, coordinato da Anna Cariboni. Il focus principale del laboratorio è quello di capire i meccanismi cellulari e molecolari che controllano lo sviluppo dei neuroni GnRH-secernenti che regolano l’asse riproduttivo. Difetti nello sviluppo di tali neuroni rappresentano infatti una delle cause di disordini genetici caratterizzati da deficit di GnRH, quali l’ipogonadismo ipogonadotropo, la sindrome di Kalmann e la sindrome CHARGE.

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Interazione tra microbi e piante per debellare l’inquinamento del suolo

In anni recenti numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato come il successo evolutivo delle piante nell’adattarsi a condizioni di stress e al cambiamento climatico dipendano in larga parte dalla moltitudine di interazioni benefiche che le piante stabiliscono con il microbioma, la ricca e vasta comunità microbica associata alle radici.

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Il ricordo degli allievi del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari e l’istituzione del “Premio alla ricerca Rodolfo Paoletti”

Rodolfo Paoletti nasce a Milano in una famiglia di medici. Il padre chirurgo assai abile, il fratello neurochirurgo di successo: di fatto obbligatoria quindi la Laurea in Medicina e Chirurgia, cui non segue però la consueta attività clinica. L’incontro con Emilio Trabucchi lo orienta infatti verso la ricerca. Dove? A Bethesda, da Bernard B. Brodie, allora numero uno della farmacologia nel mondo. Racconta Brodie: “Paoletti si mise ad estrarre con solventi il tessuto adiposo, trovando quantità rilevanti di noradrenalina, e cominciò a pensare alla regolazione adrenergica del tessuto adiposo”. 

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Il ruolo di JNK nella sindrome delle bambine dagli occhi belli

La sindrome di Rett è una malattia genetica rara del neurosviluppo che si presenta con un’incidenza pari a un caso ogni 10.000 nati. Nonostante questo, essa rappresenta la seconda causa di ritardo mentale nella popolazione femminile. Affligge, infatti, principalmente le donne, in quanto causata da mutazioni del gene MECP2 localizzato sul cromosoma X. Questo gene codifica per una proteina che si lega al DNA e influenza la trascrizione genica, ma al di fuori di questa attività, la reale portata della funzione MECP2 non è ancora del tutto chiara.

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