Glicosilazione nelle malattie cardiovascolari

Sono Monika Svecla, mi sono laureata in Farmacia in Kosovo e attualmente sono dottoranda al secondo anno in Scienze Farmacologiche Biomolecolari, Sperimentali e Cliniche. Nel laboratorio di “Lipoproteine, immunità e aterosclerosi” abbiamo iniziato a studiare il ruolo della glicosilazione delle proteine, una delle forme più comuni di modificazione post-traduzionale, e i suoi effetti sullo sviluppo di obesità  e sulla malattia aterosclerotica. 

Nello specifico il mio progetto è finalizzato a indagare il ruolo del recettore per le asialoglicoproteine (ASGR1), nel contesto dell’obesità e dello sviluppo di placca aterosclerotica. ASGR1 è espresso principalmente nel fegato, dove riconosce e media l’endocitosi di proteine plasmatiche caratterizzate dalla mancanza di acido sialico come glicano terminale.

L’interesse per lo studio di questo recettore nasce dall’osservazione emersa dallo studio DeCODE, dove la presenza in individui di alcune varianti geniche, associate a perdita di funzione di ASGR1, presentava ad una riduzione significativa dei livelli di colesterolo LDL e dell’incidenza delle malattie cardiovascolari. Analisi dettagliate hanno mostrato come il beneficio sulla riduzione del rischio cardiovascolare non dipenda solo dalla riduzione dei livelli di colesterolo LDL, ma sia legato anche ad altri meccanismi.

Inoltre, è stato osservato come i portatori di varianti genetiche di ASGR1, pur presentando maggiori livelli plasmatici di fosfatasi alcalina (ALP) e di vitamina B12, non mostrano nessun segno di disfunzione epatica. Dato che ASGR1 è espresso essenzialmente a livello epatico, questa osservazione suggerisce che la mancanza di ASGR1, alterando la rimozione dal circolo di proteine glicosilate, ne modifichi l’emivita contribuendo all’effetto ateroprotettivo.

Attraverso lo studio dell’impatto della deficienza di ASGR1 in modelli sperimentali di aterosclerosi contiamo di chiarire il ruolo di ASGR1 nelle patologie cardiovascolari, parallelamente alla possibilità di individuare le risposte fisiopatologiche associate ad una sua inibizione.

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