I frutti di sommacco per le infiammazioni cutanee, dalla tradizione alla moderna fitoterapia

Mi chiamo Saba Khalilpour, studentessa di dottorato presso il laboratorio di Farmacognosia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università degli Studi di Milano. Durante la mia formazione ho conseguito un master in Farmacologia presso l’Università delle Scienze della Malesia, a Penang nel 2015, mentre dal 2017 mi sono unita al laboratorio di Farmacognosia del Prof. Mario dell’Agli. Il mio progetto di dottorato riguarda lo studio dell’attività anti-infiammatoria a livello cutaneo di alcuni estratti di sommacco (Rhus coriaria L.), una pianta appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae.


La farmacognosia, il cui ruolo come branca della farmacia è già stato introdotto in un precedente post, contribuisce allo sviluppo della moderna farmacologia basata su prodotti di origine naturale. I prodotti erboristici sono la più antica forma di medicina e l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che oggi circa l’80% della popolazione mondiale faccia uso di questi preparati. Le erbe possono essere utilizzate sia ad uso interno, in diverse forme, come compresse, capsule, tinture o tisane, sia ad uso topico, come creme e unguenti, quest’ultime utilizzate soprattutto per alleviare disturbi a livello cutaneo.

La pelle è l’organo più esteso del corpo e ha lo scopo di proteggere l’organismo dall’aggressione di diversi agenti patogeni, così come stress fisici. Quando la pelle è irritata a causa di diversi fattori, quali infezioni, abuso di farmaci, traumi, tossine ambientali e scottature solari, si avvia il processo infiammatorio. La dermatite, comunemente nota anche come eczema, è una infiammazione caratterizzata da arrossamento, gonfiore e ipersensibilità. I cheratinociti sono le cellule più abbondanti nell’epidermide, lo strato più esterno della cute, per la quale svolgono un ruolo fondamentale anche in caso di risposta infiammatoria.

Il sommacco è un’erba medicinale ricca in flavonoidi e tannini, tradizionalmente usata come rimedio topico per bruciature, ferite e irritazioni, specialmente nell’area Mediterranea e nel Medioriente, territori in cui è diffusa. Nonostante l’uso tradizionale, alcune delle sue proprietà non sono mai state dimostrate da moderni studi scientifici. Diversi estratti dai frutti di sommacco, realizzati usando differenti tecniche di estrazione, sono stati da me preparati nel laboratorio di Farmacognosia, allo scopo di selezionare gli estratti con la maggior attività biologica a livello cutaneo. Diverse metodiche di estrazione permettono infatti di estrarre composti dalle differenti proprietà biologiche pur partendo dalla stessa matrice vegetale, come già descritto in questo precedente articolo.

I primi risultati preliminari di questo progetto hanno mostrato che tutti i gli estratti di sommacco sono in grado di ridurre l’infiammazione cellulare, attraverso la modulazione di diversi meccanismi molecolari, tra cui l’inibizione di importanti molecole segnale in grado di scatenare la risposta infiammatoria. Infatti, componenti presenti all’interno dei frutti sono in grado di inibire la produzione di proteine degradanti la matrice extracellulare, richiamare cellule del sistema immunitario e di regolare la formazione di nuovi vasi sanguigni, tutti fenomeni coinvolti nel processo infiammatorio. La ricerca sui cheratinociti umani è ancora in corso e uno dei prossimi passi sarà l’individuazione all’interno degli estratti dei composti responsabili dell’attività anti-infiammatoria riscontrata.

Oggi più che mai è importante dare solide basi scientifiche per l’utilizzo di prodotti di origine vegetale, per permettere un uso consapevole e trovare in futuro nuovi campi di applicazione.

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