Scopriamo i segreti delle fragole

Mi chiamo Marco Fumagalli, sono laureato in Biologia applicata alle scienze della nutrizione e sono al terzo anno di dottorato in Scienze farmacologiche sperimentali e cliniche presso La Statale di Milano. Durante il mio percorso di dottorato, svolto nel laboratorio di Farmacognosia, diretto da Mario Dell’Agli, mi sono concentrato sull’individuazione e lo studio di nuove molecole di origine naturale in grado di contrastare e ridurre l’infiammazione dello stomaco.

La gastrite è una patologia molto comune e diffusa nella popolazione e può essere causata da svariati fattori, tra cui l’abuso di alcool, farmaci, stress e infezione da Helicobacter pylori. Questo batterio possiede la capacità di colonizzare l’ambiente acido dello stomaco (l’infezione da H. pylori coinvolge circa metà della popolazione mondiale) inducendo un’infiammazione cronica che, in alcuni casi, può evolvere in ulcera gastrica e adenocarcinoma gastrico. L’eradicazione del batterio determina la completa scomparsa dell’infiammazione, tuttavia a causa dello sviluppo di resistenza agli antibiotici, la terapia farmacologica attualmente in uso, in una buona percentuale dei pazienti, non porta a risultati soddisfacenti, rendendo perciò necessario aumentare il numero e il dosaggio di farmaci da assumere a svantaggio del benessere del paziente. Inoltre, i comuni farmaci anti-infiammatori non possono essere utilizzati in tale contesto, in quanto, un loro uso prolungato, può essere esso stesso causa di gastrite. Per queste ragioni nasce la necessità di individuare nuove strategie, anche derivanti da prodotti di origine naturale, che possano affiancare e coadiuvare il trattamento farmacologico tradizionale.

Numerose sono le classi di molecole di natura polifenolica, derivanti dal mondo vegetale, note per la loro attività anti-infiammatoria, tra queste troviamo i tannini, di cui la fragola è una ricca fonte. Precedentemente abbiamo parlato delle proprietà di un estratto, quindi una miscela di numerosi composti, a partire dai frutti di fragola (Fragaria X ananassa Duch.), ma in questo lavoro sono stati isolati i due tannini più abbondanti, agrimonina e casuarictina, grazie al contributo della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Attraverso l’utilizzo di colture cellulari derivanti da epitelio gastrico umano, è stato dimostrato che questi composti, anche separati dal resto delle molecole di natura polifenolica, sono in grado di inibire il rilascio, da parte delle cellule stesse, di mediatori pro-infiammatori che svolgono un ruolo chiave nel processo flogistico. La conferma di queste proprietà è fondamentale perché permette di risalire ai principi attivi di un estratto, aprendo la strada verso la possibile realizzazione di un farmaco. È importante sottolineare che non è sempre facile individuare delle molecole attive, perché spesso le attività di un estratto sono il risultato di una sinergia tra diversi composti.

Agrimonina e casuarictina si sono rivelate stabili anche dopo essere state sottoposte a digestione gastrica simulata in vitro, suggerendo quindi la possibilità che possano agire in forma inalterata a livello dello stomaco. Inoltre, è stato riportato in letteratura che queste due molecole possiedono un’attività anti-batterica nei confronti di H. pylori, avvalorando ulteriormente l’interesse e lo studio di questi tannini nei confronti delle gastriti indotte dal batterio.

Questo studio ha permesso di evidenziare le proprietà anti-infiammatorie, a livello gastrico, di due principali tannini contenuti nella fragola; tuttavia sono necessari ulteriori approfondimenti per comprendere le reali potenzialità di questi composti nei confronti della gastrite.

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