Una cura per lo stress

Il nostro organismo è quotidianamente esposto a eventi stressanti di diversa intensità, a cui deve rispondere modificando la propria omeostasi al fine di gestire al meglio queste condizioni. A tale proposito, il cervello è il principale organo capace di attuare una diversa risposta a seconda della tipologia e della durata dell’evento stressante e, come già anticipato in acluni post precedenti, è un organo dinamico che in base anche alle esperienze di vita, riesce a influenzare i processi alla base dei nostri comportamenti.

Infatti, mentre situazioni momentanee di stress possono avere effetti benefici (pensiamo a quando dobbiamo sostenere un esame e lo stress può aumentare la nostra performance), vivere esperienze avverse per lunghi periodi di tempo può avere conseguenze negative, determinando un deficit dei meccanismi di adattamento ed omeostasi. È infatti ben noto come prolungate esposizioni a stress facilitino l’insorgenza di diversi disturbi psichiatrici (come la depressione, il disturbo post-traumatico da stress o ansia) che ad oggi costituiscono uno dei principali problemi per la sanità pubblica, con un elevato impatto economico sulla società. Tali patologie, che hanno tra i comuni denominatori lo stress, sono caratterizzate da una vasta gamma di sintomi tra cui i deficit cognitivi, che non solo sono tra i primi a svilupparsi, ma sono anche i più difficili da risolvere.

Tuttavia, non tutti quando ci troviamo a dover affrontare situazioni avverse nel tempo sviluppiamo uno stato patologico. Questa particolare condizione è detta resilienza allo stress ed è dovuta all’instaurarsi di una serie di meccanismi adattativi e compensatori che permettono di mantenere la normale omeostasi nel cervello.

È quindi importante identificare e caratterizzare i meccanismi che scatenano gli effetti dello stress e come poter agire su questi, per poter migliorare la qualità della vita. A questo scopo, durante il mio periodo di dottorato nel laboratorio di Neuropsicofarmacologia e psichiatria molecolare, mi sto focalizzando sullo studio delle conseguenze dell’esposizione a stress durante la vita adulta, per valutare quali sistemi concorrono allo sviluppo dello stato patologico, così come quelli che invece possono essere alla base della resilienza allo stress, in modo da aggiungere un tassello alla ricerca che da anni viene condotta nel gruppo di ricerca presso il quale lavoro. Un punto importante del mio progetto è indirizzato all’identificazione dei meccanismi che sottendono lo sviluppo dei deficit cognitivi tipici nel contesto delle patologie psichiatriche, che rappresentano una componente importante per la funzionalitàdell’individuo e su cui i farmaci, ad oggi, non sono in grado di agire in modo efficace. La comprensione di questi meccanismi potrebbe fornirci informazioni importanti sia per il trattamento sia per la prevenzione delle patologie correlate allo stress.

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