Next Step. Oops!… we did it again

1 luglio 2010, 24 giugno 2011, 26 giugno 2012, 17 luglio 2013, 3 giugno 2014, 2 luglio 2015, 13 luglio 2016, 29 giugno 2017, 3 luglio 2018. All’apparenza sono soltanto date, ma chi fa parte del dipartimento sa che dietro a queste date c’è qualcosa di più.

Voglio cominciare con i numeri, perché come sapete sono la mia passione.

Nove anni, nove edizioni, due direttori, due dipartimenti, quindici lezioni plenarie, quattro tavole rotonde, un workshop, 256 poster, 221 presentazioni orali e oltre 2.300 partecipanti. Questo è il biglietto da visita di Next Step – La giovane ricerca avanza.

Ma cos’è Next Step? Per rispondere, prima di tutto, è necessario raccontarvi com’è nato questo evento. Nasce da un’idea di Giorgio Racagni e Monica DiLuca che nel 2010 erano rispettivamente direttore e vicedirettore dell’allora Dipartimento di Scienze Farmacologiche. Avevano una convinzione, quella che i giovani ricercatori fossero il nostro futuro e che su di loro si dovesse puntare e per questo hanno voluto metterli alla prova, delegando l’organizzazione della giornata del dipartimento proprio a loro, i giovani ricercatori non strutturati. E come sempre con l’onore arrivano anche gli oneri.

Come hanno reagito i giovani ricercatori a questa sfida? Beh, oggi si è tenuta la nona edizione, quindi direi che la sfida è stata più che accettata.

Oggi, martedì 3 luglio 2018, si è tenuta la nona edizione di Next Step – La giovane ricerca avanza, voluta da Alberto Corsini ed Emma De Fabiani, attuali direttore e vicedirettore del DiSFeB, perché ne hanno condiviso da subito lo spirito e le potenzialità, pur introducendo delle innovazioni, com’è giusto che sia nel caso di tutte le grandi idee.

La giornata è stata introdotta da Adriana Maggi, docente di farmacologia del nostro dipartimento ed è proseguita con le presentazioni – ben quaranta – dei dottorandi che hanno esposto i propri progetti di ricerca in otto sessioni parallele [(Epi)genetics, Lipids & Co, Energy Plans, Cell Languages, Flogisto, Reclaiming Conversations, Cell Fate e Risk Assessment], distribuite su tutta la giornata. A Carmen Giordano, docente del Politecnico e vincitore di un progetto ERC, è stata affidata la lettura plenaria. Le considerazioni conclusive, come da tradizione, sono state fatte dal nostro Direttore.

Vi ho raccontato com’è nato Next Step e quali sono i suoi numeri, ma ci sono sentimenti per i quali non esistono unità di misura. Ad esempio, non saprei come misurare l’entusiasmo e la infinita disponibilità degli organizzatori, il timore e l’ansia dei dottorandi più giovani che si sono trovati a dover esporre per la prima volta le proprie ricerche in inglese davanti ad un’aula piena, la responsabilità e la professionalità dei moderatori chiamati a gestire le sessioni scientifiche e la mia isteria per l’organizzazione. Tutto questo non si può misurare; si deve per forza vivere.

Per tutte queste ragioni e per altre che forse non sono nemmeno capace di descrivere in modo fedele, Next Step è diventato il nostro momento: il momento in cui tutte le altre attività si fermano e ci concentriamo su ciò che facciamo con passione quotidianamente. Lo condividiamo, perché crediamo sia l’unico modo per lavorare e vivere insieme.

Come ha giustamente ricordato nelle sue conclusioni Alberto Corsini, l’anno prossimo sarà la decima edizione e vi assicuro che non potrete proprio fare a meno di partecipare.

Ci vediamo l’anno prossimo.

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