Alla scoperta dell’immuno-metabolismo: quando le cellule immunitarie non ci proteggono solo dalle infezioni

Nell’immaginario collettivo i globuli bianchi o leucociti sono i “difensori” che ci proteggono dall’invasione di “organismi colonizzatori”, quali virus e batteri. Queste cellule fanno parte del sistema immunitario, una complessa rete integrata di cellule e proteine deputata alla difesa dell’organismo da qualsiasi forma di aggressione considerata estranea all’organismo stesso. Un semplice esame del sangue ci permettere di conoscere la composizione dell’insieme di cellule che costituiscono il nostro sistema immunitario, scoprendo che ne esistono di diversi tipi, presenti in diverse quantità.

Ma come mai la natura ci ha fornito questo straordinario esercito?
La risposta va ricercata nella nostra evoluzione, quando il sistema immunitario rappresentava l’unica arma a disposizione per proteggerci dalle infezioni; infatti, la sua importanza per la sopravvivenza dell’organismo è dimostrata dalla presenza di tale sistema in tutto il mondo vegetale ed animale. Ad oggi, grazie alla ricerca scientifica, l’impiego di vaccini e farmaci, quali gli antibiotici, ha contribuito alla lotta contro molte malattie infettive, tanto che nei paesi cosiddetti industrializzati esse rappresentano raramente un pericolo per la salute.

Tuttavia, ancora oggi la ricerca scientifica si occupa dello studio dei meccanismi molecolari che stanno alla base della risposta immunitaria, poiché assistiamo allo sviluppo di malattie caratterizzate da una sua iper-attivazione, tra cui annoveriamo le malattie cardiovascolari, il diabete, e l’obesità. Tutte queste malattie sono caratterizzate da una latente e non-risolta risposta immunitaria che porta ad uno stato di infiammazione detto cronico.

In questo contesto si inserisce il nostro progetto finanziato dalla Fondazione Cariplo, volto all’indagine dell’alterazione della risposta immunitaria nelle malattie cardiovascolari. Scopo della nostra ricerca è capire come classici fattori di rischio cardiovascolare, quali gli alti livelli di lipidi – colesterolo LDL (il colesterolo definito “cattivo”) e trigliceridi – nel sangue, possano direttamente determinare un cambiamento nella funzionalità delle cellule immunitarie. Questo fenomeno viene definito immuno-metabolismo e si riferisce a un’azione diretta di un eccesso di nutrienti o elementi possibilmente nocivi, quali il colesterolo, sulle richieste energetiche e sull’assetto metabolico delle cellule immunitarie, determinandone un aumento nella loro attività. Individuare i meccanismi di regolazione delle reazioni chimiche e fisiche che avvengono nelle cellule immunitarie durante il loro stato di iper-attivazione rappresenta un approccio innovativo volto all’individuazione di nuovi bersagli farmacologici per la cura delle malattie cardiovascolari. Infatti, recenti studi clinici hanno dimostrato che l’aggiunta di una terapia anti-infiammatoria (che riduce l’attivazione della risposta immunitaria) ad un’efficace terapia ipolipemizzante (che abbassa i livelli dei lipidi circolanti) contribuisce a ridurre ulteriormente il rischio cardiovascolare. Questi risultati suggeriscono quindi l’importanza di individuare nuovi meccanismi di regolazione della risposta immunitaria quale strumento addizionale per migliorare le strategie di cura delle malattie cardiovascolari.

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