Cancro: nuovi metodi in studio per la diagnosi precoce

Nel precedente post abbiamo parlato di nuovi approcci terapeutici per combattere la progressione del cancro. Oggi focalizziamo invece l’attenzione su un altro aspetto determinante per contrastare questa patologia: la diagnosi precoce.

È risaputo che riconoscere un tumore nelle sue fasi iniziali aumenta la possibilità di contrastarne la crescita e quindi le possibilità di sopravvivenza.

Giulia Piaggio dell’IRCCS “Regina Elena” di Roma ha descritto, durante un seminario tenuto presso il nostro dipartimento, un nuovo metodo per individuare precocemente la comparsa di cellule tumorali.

Una delle principali caratteristiche di un tumore è la crescita incontrollata delle cellule che lo compongono. Il metodo sviluppato da Giulia Piaggio e dai suoi collaboratori, ancora in fase sperimentale, riconosce le cellule che si trovano in una fase attiva di proliferazione, attraverso l’analisi dell’emissione di luce, studiata con l’ausilio di apparecchi dedicati.

Il metodo sfrutta le proprietà di un interruttore presente nelle cellule, chiamato NF-Y, che è responsabile dell’attivazione di geni connessi con la capacità delle cellule di replicarsi. Riassumendo, possiamo semplificare affermando questo concetto: dove l’interruttore NF-Y è attivo, abbiamo una cellula in attiva fase di duplicazione.

Il gruppo di ricerca ha sfruttato questa idea per realizzare modelli in cui l’emissione di luce nei diversi distretti corporei indica la presenza di cellule in fase di proliferazione.
Questo metodica permette di riconoscere i tessuti in fase di crescita.
In modelli di laboratorio di organismi malati di tumore è possibile osservare la comparsa e lo sviluppo di cellule tumorali semplicemente seguendo i segnali luminosi.

La tecnica presenta al momento alcuni importanti limiti: non può essere applicata all’uomo, perché richiederebbe una modifica genetica dei soggetti; inoltre, in questi primi studi, non si è rivelata abbastanza sensibile da riconoscere la comparsa della malattia in fase precoce. Tuttavia ha permesso di fare un’altra importante scoperta: alcuni giorni prima dello sviluppo di tumori nella parte superiore del corpo, si accendono regolarmente delle cellule lontane dal sito di sviluppo del tumore.

Lo stesso risultato è stato replicato anche su un piccolo pesce, lo zebrafish, che ha mostrato lo stesso fenomeno di accensione di cellule lontane dal sito della malattia.

Seppur in fase preliminare, questo fenomeno potrebbe aiutarci a capire il complesso meccanismo di segnali che porta alla formazione dei tumori anche nell’uomo e, in futuro, configurarsi forse anche come un utile strumento per la diagnosi precoce.

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