Parliamo di menopausa

Inauguriamo la nostra attività di comunicazione con un post ispirato a un seminario molto interessante che Rossella Nappi dell’Università di Pavia, ha tenuto ieri presso il nostro dipartimento. Ci piacerebbe condividere con i nostri lettori gli eventi e i contenuti più aggiornati in merito a tutte le questioni che sono di grande interesse per la società civile.

Quando si parla di menopausa tornano spesso alla mente immagini di donne affaticate, avvolte da fiamme a rappresentare le vampate di calore, ma la menopausa è un evento molto più complesso, dalle diverse sfaccettature.

È principalmente un evento che coinvolge cervello e ormoni, tra cui estrogeni e progesterone ma anche gli androgeni. Questo fenomeno fisiologico si manifesta in media tra i 50 e i 51 anni di età e riguarda più di 14 milioni di donne in Italia.

La comparsa della menopausa è accompagnata da sintomi quali vampate di calore e sudorazioni notturne ma è anche associata ad un accelerazione dell’invecchiamento biologico con effetti a lungo termine, tra i quali eventi cardiovascolari, osteoporosi e decadimento cognitivo.

L’età media in cui compare la prima mestruazione (menarca) si è ridotta nell’ultimo periodo dai 15 ai 12 anni, tuttavia l’età della menopausa sembra essere rimasta invariata. Alcuni studi hanno dimostrato una correlazione tra l’insorgenza del menarca/menopausa e alcune patologie.

Uno studio [Hartge 2009] ha dimostrato che la comparsa di un menarca prematuro è associata ad un maggior rischio di sviluppare tumori (prevalentemente alla mammella, endometrio ed ovario), a pressione alta e diabete, mentre un menarca tardivo riduce il rischio di obesità e di diabete, a discapito di una minore fertilità. Una menopausa precoce riduce invece la fertilità, ma aumenta la probabilità di eventi cardiovascolari e osteoporosi, viceversa una menopausa tardiva aumenta il rischio di sviluppare un tumore.

La terapia ormonale interviene modificando questi equilibri. La somministrazione di soli estrogeni [Manson 2016] abbassa gli indici di rischio della maggior parte delle complicanze, mentre l’associazione di estrogeni con progesterone peggiora gli indici di infarto, ictus e cancro alla mammella ma abbassa il rischio di osteoporosi.

Resta importante definire quando sia necessario intervenire o meno con una terapia ormonale; inoltre, ad oggi non esistono studi di confronto tra gli ormoni impiegati, che possano guidarne la scelta. Il caso deve essere valutato soggettivamente in base alla persona da trattare, ma idealmente l’età di trattamento è compresa tra i 50 e i 59 anni. La menopausa va gestita coi farmaci quando è prematura, quando ha delle manifestazioni importanti, quando il soggetto esprime marcatori di patologie che possono condizionare l’invecchiamento. È molto importante conoscere la storia personale e familiare della paziente, la predisposizione genetica allo sviluppo di certe patologie, lo stile di vita e tenere in considerazione anche i fattori socio-culturali. Sulla base di queste informazioni il medico è in grado di valutare il rapporto tra rischio e beneficio di un trattamento con farmaci, scegliendo per la miglior soluzione possibile.

Hartge,  2009 Jun;41(6):637-8.
Ossewaarde,  2005 Jul;16(4):556-62.
Manson,  2016 Mar 3;374(9):803-6.

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